Genius Loci

La mente assorbente di Lena Stjernström

di Carlo Maria Nardiello  

Come comunicare in modo non-convenzionale il contratto relazionale imposto dalla natura tra uomo e ambiente? Per il tramite di fattori differenzianti e promotori di nuovi territori di pensiero e di reciprocità. Lena Stjernström, fotografa intimamente avviluppata al luogo d’origine, ha mutuato dalla sua Svezia quella grammatica espressiva tipica di così larga parte di artisti e designer del nord Europa, cioè a dire quella raffinata forma di sottrazione dell’elemento superfluo a favore di un’immagine sottile e primigenia.

Quelli di Lena Stjernström sono i prodotti non già di meccanici clic, ma svelano la consapevole elaborazione di una mente assorbente, in quanto i soggetti di volta in volta rappresentati sembrano assumere le caratteristiche dell’ambiente circostante, fino a divenire incarnazioni autentiche dell’elemento esterno. La mente assorbente della fotografa svedese assimila e produce immagini che si offrono alla vista nella propria nudità espressiva, volte a favore di una totale immersione dell’elemento umano dentro l’elemento naturale, e viceversa.

Nei suoi scatti fotografici l’interazione uomo-ambiente si dispiega come la primitiva necessità di controllo dell’habitat di natura. Ogni comportamento umano è dettato da un interesse: qui il bisogno di congelare l’attimo è manifestazione di un segnale spontaneo scaturito nel momento in cui il rapporto individuo-paesaggio appare compromesso. Dal primordiale istinto di commistione tra le due entità nasce lo stimolo a riattivare, ristabilire l’equilibrio interrotto.

Le fotografie di Lena Stjernström offrono la possibilità di cogliere all’unisono distinti elementi, abbracciati da una luce che conferisce gradazioni umorali altrimenti insondabili. La complessità dell’unione è azzerata dalla pulizia “topologica” sussurrata, come un sibilo nel vento, all’orecchio dello spettatore.

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