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UN UNIVERSO POP. LO SGUARDO DI TRE ARTISTI

di Paola Valori 

Politica e indignazione, simboli di decadenza e icone del mondo americano, leggerezza, colore, Totti, Bin Laden, la Primavera di Botticelli...questa mostra mette in luce tutto un mondo Pop contemporaneo che con Fabio Ferrone ViolaMarco Innocenti e Stefano Mezzaroma riemerge e non accenna a tacere nel panorama artistico romano. Un mondo questo che rimescola insieme immagini, tam tam visivi, tv flash, video break e cartelli pubblicitari che affollano le nostre città e le nostre vite. Non solo una mostra ma un vero e proprio evento lampo, “Dreaming Pop”- nato in collaborazione con Patrizia Anastasi - è costretto in un breve periodo, un paio di giorni (tornano in mente gli happening degli anni ‘70) in cui la contaminazione regna sovrana e dove i tre artisti incontrandosi, producono un risultato di eccessi e cortocircuiti, in una mescolanza tra arte e web, tra stimoli e linguaggi. 

Sono i lavori di tre artisti vicini e paralleli che ibridano tra loro, uniti nella scelta originale delle tecniche, ma contemporaneamente distanti per ricerca e risultato. Ferrone Viola ha a cuore temi politici e di denuncia ambientale e fa del riciclo Pop la sua essenza, Innocenti ibrida in modo inconsueto tanto i colori del fumetto quanto i modelli dell’arte antica, reimpiegando la tecnica del collage, applicata al digitale con strappi di carta vera. Mezzaroma invece adopera la fotografia come base d’appoggio con una selezione di soggetti che sembrano sospesi e “scontornati” alla Magritte, quasi a voler generare un'atmosfera surreale e di straniamento. 

È tutto un pullulare del mondo comics, una piccola ma selezionata panoramica che svela tre personalità di uno stesso “universo Pop”. L’energia che sprigionano le icone del mondo americano non ha confini in termini di tempo e luogo, tant’è che i lavori spaziano dal manifesto al collage, dal ri-collage alla fotografia, alla scultura. Si collocano dentro un linguaggio a metà tra tradizione e nuovi canali espressivi, trovando senso in un amalgama unico tra modelli e cifre personali, così toccando ancora le corde dell’arte più eversiva del ‘900, quella di Warhol e Rauschenberg.

Con Dreaming Pop abbiamo voluto raccontare in chiave tutta italiana le contraddizioni di quel sogno americano che ha creato dal nulla miti e status symbol.  “E’ il sogno americano” - scriveva Robert Indiana - “ottimista, generoso e ingenuo”.

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